Il Cristo Redentore sembra essere sempre stato lì, ed è il complimento migliore a quanto bene sta su quella montagna. È più giovane della ferrovia che ci sale, fu pagato con le collette e le petizioni, e la sua forma definitiva fu decisa solo dopo che la prima pietra era già stata posata.
In breve
Cronologia
- 1859
L’idea di un sacerdote
Pierre-Marie Boss, sacerdote lazzarista francese e cappellano a Botafogo, immagina un monumento religioso sulla vetta del Corcovado, in onore della principessa Isabella. Il progetto non viene mai approvato.
- 1884
Prima arriva la ferrovia
L’imperatore Pedro II inaugura la ferrovia del Corcovado, la prima del Brasile costruita solo per il turismo. La vetta diventa una gita.
- 1921
La Chiesa riprende il progetto
A un anno dal centenario dell’indipendenza, l’arcidiocesi di Rio propone una statua di Cristo sulla montagna, abbastanza alta da essere vista da qualunque punto della città.
- 1922
Petizione e prima pietra
Più di 20.000 donne, guidate dalla scrittrice Laurita Lacerda, chiedono al presidente Epitácio Pessoa di permettere la statua. Il permesso arriva e la prima pietra viene posata nell’anno del centenario, prima che un progetto esista.
- Dal 1922 al 1926
La scelta del progetto
L’ingegnere Heitor da Silva Costa vince il concorso. Il suo primo schizzo mostra un Cristo che regge una croce e un globo. Lavorando con l’artista Carlos Oswald e con lo scultore francese Paul Landowski, lo sostituisce con la figura dalle braccia aperte.
- 1926
Si apre il cantiere
I lavori cominciano sulla vetta, con materiali e operai che salgono in treno. Il capomastro, Heitor Levy, si trasferisce sulla montagna per tutta la durata.
- 1929
Una seconda colletta
Con il denaro agli sgoccioli, una seconda campagna nazionale di raccolta tiene in vita il progetto.
- 12 ottobre 1931
Inaugurazione
Il monumento è benedetto dal cardinale Sebastião Leme nel giorno della festa della Madonna di Aparecida, patrona del Brasile.
- 1980
Una visita papale
La statua viene pulita per la visita di papa Giovanni Paolo II, che sale sulla vetta il 2 luglio.
- 2002
Ascensori e scale mobili
Arrivano ascensori panoramici e scale mobili. Fino a quel momento, l’ultimo tratto era stato per tutti una salita di più di 200 gradini.
- 2006
Un santuario
Per i suoi 75 anni il monumento diventa santuario dell’arcidiocesi, e nel piedistallo viene consacrata una cappella dedicata alla Madonna di Aparecida.
- 7 luglio 2007
Una nuova meraviglia
Il Cristo Redentore è proclamato una delle nuove sette meraviglie del mondo in un voto pubblico mondiale.
- 2010 e 2014
Riparazioni
Un grande restauro rinnova la superficie di pietra ollare nel 2010. Nel gennaio 2014 un fulmine stacca un pezzo del pollice destro e danneggia la testa, ed entrambi vengono riparati con pietra tenuta da parte per questo.
Dati principali
- Costruito
- Dal 1926 al 1931
- Inaugurato
- 12 ottobre 1931
- Ingegnere e progettista
- Heitor da Silva Costa
- Scultore
- Paul Landowski, con Carlos Oswald sul disegno
- Pagato con
- Donazioni pubbliche
- Nuove sette meraviglie
- Eletto il 7 luglio 2007
Le persone
Heitor da Silva Costa fu l’ingegnere brasiliano che vinse il concorso, ridisegnò la statua, scelse i materiali e diresse i lavori. Se una persona sola ha fatto il Cristo Redentore, è lui.
Carlos Oswald, pittore brasiliano, è accreditato per la posa: un Cristo in piedi con le braccia spalancate, al posto della croce e del globo del primo schizzo.
Paul Landowski, scultore francese, lavorò con Silva Costa alla forma definitiva ed è accreditato come autore principale della testa e delle mani.
L’ingegnere Albert Caquot faceva parte del gruppo di progetto, e Pedro Fernandes Viana era l’ingegnere responsabile dei lavori. Heitor Levy, il capomastro, visse sulla vetta dal 1926 al 1931 e usò come ufficio il piedistallo che cresceva.
Il nome
Cristo Redentor vuol dire Cristo Redentore. Alla benedizione del 1931 il cardinale Leme proclamò «Cristo vence! Cristo reina! Cristo impera!», Cristo vince, Cristo regna, Cristo comanda.
La data fu scelta con cura. Il dodici ottobre è la festa della Madonna di Aparecida, patrona del Brasile, ed è per questo che la cappella aggiunta nel piedistallo 75 anni dopo è dedicata a lei.
La storia del Cristo Redentore
L’idea e la ferrovia, dal 1859 al 1884

Corcovado vuol dire gobbo, per la forma della cima. Quando padre Boss propose un monumento nel 1859, il Brasile era un impero e l’idea era onorare la principessa Isabella, figlia dell’imperatore. Non fu costruito nulla. Lui ci pensava ancora decenni più tardi, e nel 1903 mise la montagna in una poesia.
Quello che invece fu costruito è la ferrovia. Pedro II la approvò nel 1882, gli ingegneri Francisco Pereira Passos e João Teixeira Soares la tracciarono, e aprì nel 1884. Quella linea è la ragione per cui il progetto successivo fu possibile. Nessuno avrebbe potuto alzare una statua di cemento su questa vetta a dorso di mulo.
La campagna e la petizione, dal 1921 al 1922
Negli anni Venti i cattolici di Rio volevano un monumento sopra la capitale, e il centenario dell’indipendenza del 1922 diede loro una data a cui mirare. L’arcidiocesi propose la statua nel 1921. La petizione che seguì, firmata da più di 20.000 donne, convinse il presidente Epitácio Pessoa a concedere la vetta.
La prima pietra fu posata nell’anno del centenario senza un progetto definito. Tre proposte si affrontarono, di José Agostinho dos Reis, Adolfo Morales de los Rios e Heitor da Silva Costa, e vinse quella di Silva Costa. I fondi arrivarono da collette in tutto il paese, principalmente per mezzo della Chiesa.
Da una croce e un globo alle braccia aperte, dal 1922 al 1926
Lo schizzo vincitore di Silva Costa mostrava un Cristo che teneva una grande croce in una mano e il mondo nell’altra. Non è quello che fu costruito. Lavorando con Carlos Oswald arrivò a una figura più semplice, il cui corpo intero forma la croce, braccia in orizzontale, rivolta al sole che nasce sulla baia.
Il cambiamento risolse un problema pratico oltre che artistico. Una figura pensata per essere letta dalle strade di una città 700 metri più in basso deve essere prima di tutto una sagoma, e niente si legge sul cielo più chiaramente di questa. Landowski lavorò poi con Silva Costa alla modellazione, e la testa e le mani sono attribuite a lui.
Costruire sulla vetta, dal 1926 al 1931

Il cantiere aprì nel 1926 e durò cinque anni. Tutto salì sulla ferrovia a cremagliera, materiali e uomini. Heitor Levy, il capomastro, visse in cima per tutto il tempo. La statua è cemento armato, e la sua pelle è un mosaico di piccoli triangoli di pietra ollare, scelta da Silva Costa perché la pietra è bella e resiste all’erosione.
L’intero progetto costò 2.500 contos de réis, contro i 60.000 spesi per la Statua della Libertà e la sua struttura metallica. Una seconda colletta, nel 1929, portò più di 500 contos de réis quando il denaro venne a mancare.
Come funziona la struttura, e cosa c’è dentro, è sulla nostra pagina dell’architettura.
Dall’inaugurazione del 1931 a oggi
Il monumento fu inaugurato il 12 ottobre 1931. Per i primi settant’anni, raggiungerlo voleva dire il treno e poi più di 200 gradini. Ascensori e scale mobili arrivarono nel 2002. Quelle scale mobili sono ora in sostituzione a loro volta.
Nel 2006, a 75 anni, fu fatto santuario dell’arcidiocesi, e la cappella del piedistallo fu consacrata. Nel 2007 un voto pubblico mondiale lo mise fra le nuove sette meraviglie del mondo.
L’elenco dei visitatori illustri tenuto dal Santuario comprende Giovanni Paolo II, il Dalai Lama, Diana e Carlo, e Barack Obama con la famiglia. Più di 1,5 milioni di persone all’anno arrivano ancora sulla ferrovia che Pedro II inaugurò nel 1884.
Lo sapevi?
La prima pietra è più vecchia del progetto
La pietra fu posata nel 1922. La figura dalle braccia aperte arrivò sulla carta solo dopo che il concorso era stato vinto con un’altra.
Il capomastro viveva in cantiere, e lì cambiò religione
Heitor Levy passò cinque anni vivendo sulla vetta del Corcovado e diresse il cantiere da un ufficio dentro il piedistallo, così da poter consultare i disegni a qualunque ora. In quei cinque anni nessuno si fece male gravemente, e Levy stesso sopravvisse a una caduta che avrebbe dovuto ucciderlo. Era ebreo, e dopo si convertì al cattolicesimo.
Lo rese possibile una petizione di donne
Più di 20.000 firme, raccolte dalla scrittrice Laurita Lacerda, arrivarono al presidente nel 1922.
Il sacerdote che lo immaginò per primo gli scrisse una poesia
Pierre-Marie Boss non vide mai un monumento sul Corcovado, ma nel 1903 si rivolse alla montagna in versi come a un «gigante di pietra».
